Indagine UGCONS: Le famiglie in crisi a caccia degli sconti

…si risparmia su tutto, dai cibi alle vacanze. E un costo improvviso di mille euro può diventare un problema.


PESCARA. La crisi resta ben ancorata in Abruzzo mentre la congiuntura internazionale dà segnali di un nuovo cedimento e il rischio di un aumento automatico dell’Iva nel 2019 preoccupa l’Italia. lo dice un’indagine condotta dall’Ugcons, l’associazione consumatori dell’Ugl presieduta da Fabio Frullo, condotta su un campione rappresentativo di famiglie abruzzesi composte da padre, madre e figlio, con un’età compresa tra i 25 e gli 65 anni, divisi per Province.
L’indagine evidenzia una popolazione in difficoltà rispetto a quella delle altre regioni, con differenze territoriali evidenti all’interno dello stesso Abruzzo. «Famiglie che spendono meno rispetto alle famiglie delle altre regioni centrali», si legge nella ricerca, «e che subiscono un’incidenza superiore della spesa generale, sul reddito mensile netto disponibile, a causa dei redditi medi regionali più bassi fino al 13% in meno».
Si spende di più a Pescara e Chieti (mediamente 1.740 euro al mese) e meno a L’Aquila e Teramo (mediamente 1.425 euro), ma è comune la ricerca risparmio, anche sul cibo. «Si cambia in continuazione il supermercato in cerca di offerte convenienti», scrivono i giovani ricercatori di Ugcons, «e, in alcuni casi, si cercano alimenti prossimi alla scadenza e quindi con sconti maggiori. Prevalentemente si acquista pasta e il 25% delle famiglie ha difficoltà a consumare proteine come carne e pesce 3 volte a settimana. Mediamente si spendono 12 euro per il vino (sono ricomprese anche le famiglie che il vino non lo comprano) e la qualità è medio-bassa».
Stesso discorso per la salute. E’ di 18 euro pro capite la spesa media per la sanità privata (prevalentemente dentistica) mentre c’è una particolare attenzione al costo dei prodotti di parafarmacie e ottici.
La crisi tocca naturalmente anche il tempo libero. Quattro famiglie su 10 rinunciano a periodi di ferie fuori casa. Mediamente vengono programmati solamente 9 giorni di vacanza l’anno fuori casa, se possibile in più periodi dell’anno utilizzando la formula del week end lungo e scegliendo sempre più periodi di bassa stagione, utilizzando le possibilità offerte “last minutes”.
Non va meglio per le spese dell’abbigliamento: 7 famiglie su 10, nel 2017, le hanno ridotte e si dedicano agli acquisti prevalentemente nel periodo dei saldi. Mediamente si spendono 95 euro al mese per la ristorazione fuori casa e si cerca di preferire, quando possibile, il trasporto pubblico a quello privato (e questo non sarebbe un male, se il servizio funzionasse davvero). Pesante l’incidenza delle bollette sul portafoglio di casa. Luce, gas e acqua incidono mediamente per il 28% sul reddito familiare con delle differenze significative nella quattro Province e, una famiglia su sei, ha degli arretrati da saldare con un aumento della rateizzazione dell’importo. Infine, il 70% delle famiglie non è contento della propria situazione economica e una famiglia su tre avrebbe difficoltà a sostenere una spesa imprevista di 1000 euro.
Per quel che riguarda il dato di fiducia nei confronti della situazione dell’Abruzzo, in una scala da 1 a 10, il dato rilevato si attesta a 4. Per Frullo «è il dato più preoccupante, perché «vuol dire che la politica regionale non viene percepita come vicina ai problemi della gente».