TURISMO CULTURALE- CHI ARRIVA NON SA COSA E COME SI PUO’ TROVARE: PIU’ SERVIZI E PIU’ INFORMAZIONE ON LINE

“sono una giovane mamma di Parigi e vorrei visitare il Colosseo con il mio bimbo di 18 mesi, ma on-line, non riesco a sapere se potrò entrare con il passeggino, come fare?” chi gestisce spazi culturali a in Italia, si è mai posto dalla parte del visitatore per capire cosa serve?


Non sembra proprio che i cosiddetti “addetti ai lavori” siano mai andati a visitare i luoghi che gestiscono. Se ci fossero andati, magari con figli piccoli al seguito, saprebbero che è importante sapere prima di uscire di casa dove e come si potrà entrare con un passeggino, se troveremo un bagno attrezzato con un fasciatoio e una poltrona dove sedersi!- afferma Sveva Batani del Popolo dei Consumatori.

“I siti web istituzionali deputati all’informazione dei turisti sono spesso non chiari, incompleti e decisamente poco utili! Le carte dei servizi, cioè il documento che spiega ciò che il visitatore troverà all’interno dei musei ecc, quali sono i servizi e i suoi diritti cui potrà accedere, sono pagine e pagine di principi e indicazioni storiche che poco hanno a che vedere con le informazioni utili alla visita e spesso sono solo in italiano!”

Mentre il Ministero dei Beni Culturali rivede le Carte dei Servizi degli spazi culturali, Federalberghi presenta la sua relazione annuale sul turismo nella città eterna e scopriamo che i turisti stranieri non sanno neanche quali sono i monumenti più importanti di Roma.

Vogliamo prendercela con l’ignoranza dei turisti? Riteniamo invece che il marketing territoriale debba essere decisamente migliorato in questo Paese, se consideriamo che secondo l’Unesco abbiamo il 70% del patrimonio artistico del mondo e non sappiamo valorizzarlo.

“Basta leggere le proposte del Mibac per i servizi negli spazi culturali statali, tra questi parchi archeologici, monumenti come il COLOSSEO ecc, per scoprire che non c’è attenzione all’utente, alla completezza dell’informazione, ai servizi di accessibilità e fruibilità degli spazi.

In tempi di crisi del Paese, crediamo che il turismo accessibile, cui è stato consacrato l’anno europeo nel 2012, dovrebbe essere una priorità di sviluppo economico importante, o forse crediamo di continuare a campare di rendita sui fasti dei millenni passati magari anche mandando in rovina i nostri tesori?